La pianta magica

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marijuana

Cannabis

Wikipedia: La canapa (Cannabis, L. 1753) è una pianta a fiore (angiosperma) che, come il luppolo (Humulus lupulus), appartiene alla famiglia delle Cannabaceae, dette anche Cannabinacee, ordine delle Urticales.

Comunemente nota come “marijuana” la canapa è vietata in moltissimi paesi, tra cui l’Italia. Nel nostro paese si può consumare ad uso personale, ma come questa arrivi al consumatore stesso  è un mistero, infatti la vendita e la produzione sono vietati dalla legge italiana. 

La marijuana  è forse l’unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine,  tollerante a tutte le tipologie di clima, dall’Equatore alla Scandinavia. Ha molteplici proprietà curative, una meta-analisi del 2001 conclude che la Cannabis è efficace nel dolore neuropatico e spastico, ulteriori studi clinici hanno mostrato effetti significativi anche nel dolore tumorale, ed hanno confermato l’ottima attività per il dolore neuropatico e per i sintomi dolorosi nella sclerosi multipla (spasticità, sintomi della vescica, qualità del sonno). [1]

 Cresce velocemente, ha un costo di produzione  contenuto ed offre un olio di ottima qualità (molto digeribile). I semi contengono oltre a proteine e carboidrati – ca. 30% – di un olio ricco di acidi linolenici senza alcun effetto psicoattivo. L’olio ha un gusto fortemente linolico e viene ancora usato come olio speziato. È anche diffuso in molti prodotti cosmetici. Ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l’80 per cento di ogni tipo di carta. Le fibre (tuttora utilizzate dagli idraulici come guarnizione) per migliaia di anni della civiltà umana sono state importanti grezzi per la produzione di tessili e corde. Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Per centinaia di anni (e fino a 50 anni fa) sono state la materia prima per la produzione di carta. Oggigiorno sono disponibili varietà selezionate di cannabis libere da principi psicoattivi, liberamente coltivabili in alcuni stati per usi tessili

L’olio estratto dalla cannabis può essere utilizzato come combustibile in alcuni tipi di motore, in particolare i motori Diesel. Nel 1937 la Ford creò “la Hemp-Car”, in gran parte realizzata in canapa ed alimentata ad etanolo di canapa, la prima auto ecologia al mondo.

Ma allora perché questa miracolosa fibra è bandita? Per trovare una possibile spiegazione dobbiamo tornare qualche decennio indietro, erano gli anni 1930 ed i nascenti gruppi industriali americani puntavano allo sfruttamento del petrolio per l’energia (la Standard Oil di Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (con editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento ( con Dupont).  Tutti settori nei quali avevano investito enormi capitali, ma di fronte a loro, ciascuno sul proprio terreno, avevano un potentissimo avversario, la canapa.

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Uniti diedero origine ad un’operazione mediatica mirata  alla  demonizzazione della canapa e dei suoi derivati. Spot come: “droga del diavolo”, “erba maledetta” comparivano sui maggiori giornali nazioanli. Anche  Hollywood si accodò alla manovra mediatica , con il film “Marihuana: assassina di giovinezza . Un tiro, una festa, una tragedia”. (foto in basso)

foto-2Nel 1937 il senato americano  approvò la  “Marijuana Tax Act”, ancora oggi in vigore. E’ curioso il fatto che i tre quarti dei senatori che approvarono la legge non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato Hearst ad introdurre il nomignolo, manipolando  le carte per l’occasione.                  

Inizia la produzione selvaggia di fibre tessile sintetiche derivate dal petrolio, spinte da una campagna mediatica quasi ipnotica.

Nylon, teflon, lycra e kevlar sono tutti marchi originali Dupont. Anche  il mercato dell’automobile cambiava rotta passando dai carburanti vegetali ai derivati del petrolio, il motore a benzina sostituisce il diesel a bio’carburante. Hearst iniziava la devastazione delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza. Il  consorzio tabaccai  non stette a guardare e si offrì generosamente per porre rimedio all’improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto  più dannoso della cannabis stessa, il tabacco unito alla nicotina.

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Alcune locandine degli anni trenta

Alla luce di ciò mi viene difficile credere che la cannabis sia stata proibita perché nociva per la salute. Le multinazionali che ancora oggi influenzano la politica mondiale continuano a trarre vantaggio dal proibizionismo pilotato iniziato negli anni trenta. Con questo non voglio  prendere le parti di chi utilizza la cannabis  come stupefacente. Fumare  cannabis  porta ad un distacco dalla realtà, l’individuo sotto effetto della cannabis non è in grado di preservare la propria salute, ed in alcune circostanze potrebbe mettere in pericolo la propria vita o quella altrui, come alla guida di un veicolo. Sono contrario all’utilizzo della cannabis come droga, ma favorevole  ad un suo utilizzo nei prodotti derivati come olio tessuti e carta per fare  bio-concorrenza, passatemi il termine, ai prodotti ricavati dal petrolio.

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