Una hostess della nostra sanguisuga di bandiera, pardon compagnia di bandiera Alitalia curava un blog dove illustrava i disservizi del vettore di stato. Il Blog è stato scoperto da Repubblica che ha dedicato un articolo da prima pagina. Risultato? Il blog è stato chiuso. Non è difficile pensare che questa sia una decisione dettata da un ricatto da parte della compagnia (presumo, evitiamo le querele).
Una compagnia di stato che perde milioni di euro ogni giorno, con tariffe assurde e un personale sovradimensionato da anni di assunzioni per partito o sindacato. Velivoli vecchi che necessitano di manutenzioni straordinarie e consumano enormi quantità di carburante in una realtà mondiale dove il prezzo del petrolio continua a salire alle stelle. Questo è in breve lo spaccato di Alitalia. Una compagnia con debiti, che non funziona e gestita da persone incompetenti. I precedenti direttori della compagnia si sono visti assegnare una liquidazione da milioni di euro per aver devastato la compagnia aumentando il debito. Ci tengo a precisare che essendo una compagnia statale quel debito è nostro, lo dobbiamo pagare noi con le nostre tasse. Alitalia è un grosso cancro che ci portiamo dietro, zavorra lo sviluppo, già precario, del nostro paese. Il precedente governo ha aperto un tavolo di trattative con uno dei più grossi vettori mondiali, ma il governo Berlusconi ha troncato ogni possibilità sul nascere. Il “prescelto” ha dichiarato che la compagnia deve rimanere italiana. Un utopia nazionalista senza basi concrete. Nessuna società o cordata italiana è in grado ad oggi di accollarsi gli enormi debiti del vettore di stato. Ben venga il nazionalismo, ma non si trasformi in un utopia. Ogni giorno i debiti di Alitalia crescono, gli aiuti di stato abbondano e non si trovano soluzioni. Aiuti di stato su cui la comunità europea ha aperto un indagine ai danni dell’Italia. Altri vettori come Ryanair spingono per una sanzione per concorrenza sleale e non si risparmiano proteste al mondo politico.
Immagine apparsa sul sito della Ryanair qualche settimana fa.
Si deve trovare una soluzione celere. I posti a rischio sono migliaia, i sindacati combattono contro gli esuberi. Arrivati a questo punto i mille esuberi (a detta degli esperti) necessari per rilanciare Alitalia sono il male minore. E’ una cruda realtà ma credo sia meglio mandare a casa mille operai che far fallire l’intera compagnia ed in questo caso le persone senza lavoro non sarebbero solo mille. Gli operai non responsabili delle assunzioni selvagge dietro raccomandazione che hanno caratterizzato Alitalia per ani sono ora le vittime. Non esiste alcuna alternativa si deve scegliere il male minore.
Tag: Ryanair, Alitalia, compagnia di bandiera, raccomandati, esuberi, finanziamenti statali, sanzioni comunità europea


Agosto 20, 2008 alle 10:14 am |
Una parte di verità in quelo che dici c’è ma per favore basta tirare in ballo Ryanair. sono i più grossi bastardi che esistano nel trasporto aereo. Prendono più soldi loro dallo stato che alitalia, attraverso finanziamenti dagli aeroporti (che invece alitalia paga profumatamente) che sono di proprietà di regioni e province e quindi dello stato. Assumono personale a stipendi offensivi non pagando contributi (tutti assunti in irlanda) , facendosi pagare (38 euro ) per ogni giorno di malattia e licenziando o trasferendo chi solo minaccia di rivolgersi ai sindacati. Piano piano tutte queste cose stanno venendo a galla e le denuncie si moltiplicano in tutta europa. Viva la concorrenza ma deve essere leale. Chi si elegge a paladino dei diritti dei viaggiatori proponendo biglietti a pochi euro (perchè il resto è già pagato dalla collettività) deve solo chiudere.
Agosto 20, 2008 alle 10:36 am |
Non conosco nessuno che lavori per Ryanair e non conosco i trattamenti economici nei confronti dei dipendenti. Ma in pochi anni e’ diventato il primo vettore in Europa sia come movimentazioni che come numero di velivoli. Magari qualcosa da loro Alitalia dovrebbe impararla, che ne dici?