Zero. E’ la risposta di Umberto Veronesi alla domanda di Fazio[1] sul rischio tumori dovuto agli inceneritori. Zero come la sua competenza in materia[2] . Il 2 aprile 2008 sono stati resi noti i risultati su uno studio condotto in Francia da La Veille Sanitarie sulle popolazioni residenti nei pressi dell’impianti di incenerimento. Risultati tutt’altro che incoraggianti e rassicuranti per la nostra salute.
Dal blog di Stefano Montanari (oncologo conosciuto grazie a Grillo):
sarcomi + 22%, linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle donne, cancro al fegato +16%, tutti i cancri nelle donne +6% incremento del rischio di incidenza per mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e per i maschi addirittura + 23%.
Per lo scienziato di corte Veronesi il rischio non esiste, i suoi studi non hanno dimostrato nessuna correlazione fra cancro ed inceneritori. Veronesi è un oncologo conosciutissimo per la lotta al cancro. Quello che non è chiaro se la lotta è contro o pro i tumori. Un oncologo competente che cura tumori provocati dagli inceneritori da lui stesso sponsorizzati. Dov’è la coerenza?
Un rapido sguardo al sito web del professore per notare degli strani partners: Eni, Enel ed Acea. Società che ricavano profitto dagli inceneritori. Può dunque Veronesi dispensare consigli se finanziato dalle stesse aziende che produco ed utilizzano gli inceneritori? Magari mi sbaglio ma noto un sottile conflitto d’interessi che va contro l’articolo 67 del codice deontologico dei medici:
CAPO I Svolgimento dell’attività professionale
Art. 67 – Modalità e forme di espletamento dell’attività professionale
[...] Il medico non deve partecipare a imprese industriali, commerciali o di altra natura che ne condizionino la dignità e l’indipendenza professionale. [...]
Una piccola nota sul termine utilizzato dai media e dai tecnici: “termo valorizzatori”. Sono inceneritori a tutti gli effetti, non producono energia perché il bilancio energetico è negativo. In parole spicciole la quantità di energia prodotta bruciando i rifiuti è minore rispetto a quella necessaria per bruciare, gestire l’impianto e le sue scorie. Gli inceneritori sono in passivo, senza i nostri contributi in bolletta alla voce “fonti rinnovabili e biomassa” non prolifererebbero. Quando si brucia non si valorizza, si inquina. In Europa non si producono più da anni, si è capito che l’unica soluzione al problema rifiuti è differenziare. Si recuperano le materie prime con un notevole risparmio di energia rispettando la natura e la salute dei cittadini.
Il problema rifiuti non si risolve con discariche e inceneritori. Dobbiamo risalire alla radice del problema educando i cittadini alla raccolta differenziata. Le aziende dovrebbero produrre meno imballaggi ed utilizzare materiali riciclati progettando i prodotti in modo facile da smaltire e riciclare. Non bisogna ottimizzare lo smaltimento dei rifiuti, ma minimizzare la loro produzione. A tal proposito vi invito a vedere l’intervista a Paul Connet docente di chimica ambientale alla St. Lawrence University New York.
Differenzia anche tu, nel tuo piccolo puoi fare molto per te e per i tuoi cari.
[1] Durante la trasmissione Che Tempo che fa condotta da Fazio (qui il video).
[2] Parere personale pienamente discutibile.
Tag: acea, cancro, Enel, Eni, inceneritori, rispetto per l'ambiente, Stefano Montanari, termovalorizzatori, tumore, Veronesi

Giugno 6, 2008 alle 9:30 am |
Ti sei mai kiesto xkè Veronesi si è dimesso da Ministro della Salute?….Forse xkè tutto intorno era marcio e non poteva fare il proprio operato….Ormai abbiamo una televisione dove nesuno dice + del vero, ma solo del comodo….O così…O così….senza mezzi termini….quindi fidati ke lui è SUPER competente in materia…e sa ke gli inceneritori causano del male…ma ci sono altri interessi dietro….xkè la parola di questo MONTANARI(da me comoletamente sconosciuto), vale ben poco rispetto alla stessa cosa detta da VERONESI….pensateci un pokino