Terzo mondo

Ore 16:12 stazione dei treni di Cagliari. Mi avvicino alla biglietteria di Treni Italia e chiedo un biglietto per la tratta Cagliari-Sassari. Pago l’importo di 13,65 euro per una percorrenza di 275 Km. L’operatore al di la del vetro mi fornisce il biglietto con il resto e mi congeda. Mi avvio verso i binari alla ricerca del mio treno previsto per le 16:36. Cerco nel tabellone luminoso il numero del binario, ma tutti i cartelloni luminosi sono fuori servizio. Fatico a trovare un operatore Treni Italia, dopo alcuni minuti vengo informato che la linea ferroviaria ha dei problemi e probabilmente il treno verrà sostituito da un pullman, mi invita comunque a chiedere maggiori informazioni alla biglietteria. Torno nella biglietteria in cui sono stato precedentemente. Questa volta mi informano che il treno è stato sostituito da un pullman sino alla stazione di San Gavino, che partirà nel piazzale antistante la stazione. L’operatore dietro il vetro alla mia lecita domanda perché non sono stato informato al momento dell’acquisto del biglietto mi risponde in modo sarcastico :”lei non me l’ha chiesto”.

A volte mi dimentico che viaggio con Treni Italia. L’operatore giustamente abituato ai continui disservizi ha omesso di indicarmi che stavo pagando un biglietto per un treno, dentro una stazione ferroviaria, ma che sarei dovuto partire con un pullman al di fuori della stazione. Treni Italia ha fiducia nei suoi passeggeri, li reputa intelligenti, è forse per questo che reputa banale avvisare loro di eventuali disservizi o cambi di programma. Sono le 16:26, mi affretto con valigie a seguito per raggiungere il piazzale con il pullman. tre minuti a piedi con passo svelto e sono sotto il pullman. Chiedo dove posso obliterare il biglietto. Un operatore Treni Italia mi risponde, quasi rimproverandomi: “l’avrebbe dovuto obliterare dentro”. Dentro dove? Sul treno che non esiste? O in quei minuti che ho passato dentro la stazione alla ricerca di un operatore per avere informazioni sul treno fantasma o forse mentre camminavo a passo spedito per raggiungere il pullman fuori dalla stazione. Salito sul pullman partiamo per San Gavino con 4 minuti di ritardo. Arriviamo a destinazione con 30 minuti di ritardo sulla tabella di marcia dell’ipotetico treno. Alla stazione saliamo sul “nuovo” treno Minuetto. Un treno di nuova generazione costruito in Italia dall’Ansaldo. Trovo posto nell’ultima carrozza. Cerco una presa per l’utilizzo del computer portatile in viaggio. dopo pochi minuti inizia il viaggio. Il rumore del motore è fastidioso, un continuo fischio di parti meccaniche, fatico a sentire le cuffie collegate al mio computer. Devo ripetutamente mantenere il monitor del computer per via dei numerosi e fastidiosi sobbalzi. Macchie scure ricoprono gran parte della tappezzeria di alcuni sedili. Nell’aria c’è un forte odore di gasolio che dopo due ore di viaggio mi ha provocato un forte mal di testa. La porta del bagno non chiude, continua a sbattere ad ogni curva. In conclusione un treno che costa miliardi, impiega lo stesso tempo dei vecchi treni costruiti negli anni 60 per percorre la tratta Cagliari Sassari offrendo un comfort di viaggio pessimo abbinato a disservizi e ritardi riassume perfettamente quello che oggi sono i trasporti in Italia. Ore 20:03, abbiamo 30 minuti di ritardo, il personale di bordo non si scusa, è la normalità. Ho pagato un servizio che non mi è stato garantito, l’orario di arrivo deve essere una garanzia non un opzione che ha una remota possibilità di verificarsi. In altri paesi Europei, esempio in Spagna, dopo 5 minuti di ritardo viene rimborsato l’intero importo del biglietto nel rispetto del viaggiatore. Treni Italia, secondo me (è d’obbligo per evitare querele) è un enorme macchina burocratica che preleva soldi dallo stato e rende un servizio pessimo senza dover rendere conto a nessuno. Mi piacerebbe poter mandare a casa chi usa i miei soldi in maniera sbagliata, ma questo è un altro paese.

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